Money, get away!

26 Mar Money, get away!

Money, get away!
risuonano i Pink Floyd al giradischi…

 

Prima o poi questa sensazione arriva per tutti!

Non stiamo parlando del non voler guadagnare con il proprio lavoro (su quello riponiamo la nostra più instancabile costanza e fiducia!)…bensì del disagio che a volte si prova nel dover dare un valore “in soldi” a ciò che produciamo: idee, prodotti o servizi. Quanti almeno una volta si sono sentiti spaesati di fronte alla domanda come calcolare il giusto prezzo di un prodotto?.

 

A me è successo diverse volte, in particolare quando ho lavorato a Memories 2.0! (se vuoi sapere di cosa si tratta, leggi la storia) Un oggetto commisionatoci dalla Fondazione Firenze per l’Artigiano Artistico, la quale aveva selezionato alcuni designer per la progettazione e sviluppo di nuovi prodotti souvenir, con un preciso obiettivo: rappresentare la città e raccontare il suo artigianato in ottica turistica! La sfida si presentò subito entusiasmante ma complessa allo stesso momento, perché richiedeva di ideare un manufatto originale, per un target e un settore preciso e conseguentemente di avere un prezzo finale contenuto.

Un brief importante insomma!
Inizialmente ci sono stati tanti schizzi, appunti, ricerche, ispirazioni e poi finalmente è arrivata l’idea: realizzare un accessorio che ricordasse, a chi lo avrebbe acquistato, il luogo visitato ma soprattutto che non fosse il classico souvenir fine a se stesso…volevo che la caratteristica di “oggetto d’uso” fosse molto forte! Ed ecco che da accessorio è diventato una chiave USB, all’interno della quale raccogliere foto e documenti del viaggio.

Il messaggio di base era chiaro quindi adesso era arrivato il momento di rapportarmi alla prima fase di prototipazione, tenendo soprattutto conto dei costi.

La richiesta di un prodotto che avesse in sé una componente artigianale mi ha fatto subito capire che l’oggetto che avevo progettato presentava caratteristiche tecniche che, se realizzato in maniera tradizionale, mi avrebbe portato a scontrarmi con costi troppo alti di produzione. Che fare? Ho messo in moto la rete dei contatti MADE e ho cercato l’artigiano giusto con il quale confrontarmi e che mi sapesse consigliare in questa prima fase delicata della progettazione. Così ho conosciuto Renzo, un artigiano 2.0, che sfruttando la tecnologia lasercut, è riuscito a reinterpretare la tecnica dell’incisione e del taglio su legno, realizzando un oggetto innovativo ma di qualità. Quindi era fatta! Idea, fornitore, materiali, prototipazione e ottimizzazione del processo produttivo…ero riuscita a rispettare il budget di vendita stabilito dal committente!


Se aggiungi poco al poco, ma lo farai di frequente, presto il poco diventerà molto! (Esiodo)

 

Presto però, mi sono accorta che non era ancora il momento di dire “siamo pronti!”
Una volta messo a punto il prototipo e stabilito i costi reali della produzione e di packaging, ho dovuto affrontare la fase di branding, di marketing e l’analisi degli altri costi, tra cui le percentuali commerciali e le spese per la gestione della nostra attività.

Non è finita qui…non mi stavo dimenticando qualcosa?
Dove risiede il mio guadagno? Quanto valore devo dare al mio lavoro di progettazione?

Il dilemma è condiviso un po’ da tutti e arriva sempre alla fine, ad un passo dal sospiro di sollievo! È sempre difficile essere giusti, onesti e umili con se stessi, senza sminuirsi, riuscendo però a stare nel mercato. Questo è un punto fondamentale, perché potresti averci messo ore, giorni o semplicemente 5 minuti a ideare il prodotto, ma il tuo valore non cambia, non è solo un calcolo di “costo orario”. Si tratta di un equilibrio tra i costi vivi, il giusto compenso e il mercato a cui ti rivolgi, perché l’obiettivo deve essere vendere e se non hai fatto bene “i conti”, è un problema tornare indietro!

 

Purtroppo non ho formule magiche da svelarvi, mi dispiace!
Le franche però durante le consulenze danno sempre dei consigli utili da tenere a mente in fase di progettazione! Una scaletta ideale, da tirar fuori dal cassetto, ogni volta che ad esempio affrontiamo un percorso di consulenza per lo sviluppo di un nuovo prodotto.

Prendi nota:


1.   Individua il target ideale (cerca di capire quale sia la sua capacità di spesa)
2.   Confronta il tuo oggetto con prodotti simili già presenti sul mercato (può esserti utile per avere parametri di riferimento e per creare il prezzo)
3.   Prendi in considerazione l’investimento per consulenze tecniche (ricorda che quando pensi ad un nuovo prodotto va sempre fatto un minimo di investimento)
4.   Valuta bene i costi di prototipazione e di produzione (confrontati, fai ricerca e formati… non aver paura di fare mille domande!)
5.   Chiarisci bene le percentuali per la commercializzazione del nuovo prodotto (un’intermediazione c’è sempre)
6.   Fai un’analisi dei costi aziendali,è sempre bene sapere in che percentuale le spese della tua attività incidano sul prezzo finale del tuo prodotto (P.IVA o gestione di impresa…chiedi aiuto al tuo commercialista)
7.   Dai valore al lavoro che fai (trova il giusto equilibrio, ma ricorda che ciò che fai ha sempre la sua importanza)
8.   Abbi sempre una percezione a lungo termine del prodotto con delle scadenze (è sempre utile anche per gestire e recuperare gli sforzi economici fatti)



Lo sappiamo, a noi designer creativi piacerebbe vivere di idee e progetti e lasciare totalmente ad altri l’antipatico compito di rendere il tutto “commerciale”, ma non sempre abbiamo uno staff a cui demandare!

Quindi, quando progetti ricorda che è indispensabile avere una visione globale del processo per avere sotto controllo tutti gli aspetti, senza dimenticare però la possibilità di farsi supportare!

Perciò coraggio e ricordati sempre…

Money, it’s a crime
Share it fairly
but don’t take a slice of my pie.

 

Ilaria
Creative&Design Director


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