Made da Franco | Kentstrapper – the family maker
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Kentstrapper – the family maker

23 Feb Kentstrapper – the family maker

Kentstrapper, azienda produttrice di stampanti 3D, nasce dalla passione di due fratelli, Lorenzo e Luciano, che sin da piccoli amavano “smanettare” e cimentarsi nella costruzione di oggetti o giocattoli. Fin da ragazzi con nostro padre, andavamo spesso alla ricerca di vecchie stampanti o altri oggetti, per poterne riciclare i pezzi e realizzare dei robot molto rudimentali, ci racconta Lorenzo.

bottega

Una passione che gli ha trasmesso il loro padre che, con il suo laboratorio di idraulica… ci metteva spesso a disposizione gli attrezzi che ci hanno permesso di sperimentare le nostre creazioni.
Vengono da una famiglia di artigiani, ad esempio nostro nonno è stato un artigiano vecchio stile, pellettiere per tanti anni che ha sempre lavorato nella convinzione che le cose dovessero essere create con le mani e con la testa. Ricordo ad esempio quando ci spronava, a realizzare i regali per la festa della mamma con le nostre mani.

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E’ evidente che crescere in un ambiente così stimolante vi abbia aiutato nella creazione della vostra azienda…

Sicuramente abbiamo compreso fin da piccoli cosa significasse quello che viene definito “saper fare”. Ci ha permesso di arrivare fino alla realizzazione del nostro primo rudimentale pantografo, nel 2010… costruito utilizzando un trapano da podologo di nostro zio!

E il primo prototipo di stampante 3D quando è nato?

Circa un anno dopo, nel 2011. Dopo esserci cimentati nelle incisioni di alcuni oggetti ci siamo chiesti: che prodotto potrebbe risultare se decidessimo di aggiungere del materiale, invece di toglierlo? Abbiamo provato inizialmente con la colla a caldo, poi siamo andati avanti e, grazie anche al progetto open source RepRap (abbreviazione di Replicating Rapid Prototyper, “creatore di prototipi a replicazione rapida”) e al confronto su molti forum online, siamo riusciti a creare la prima stampante 3D.

Qual è il carattere che contraddistingue la vostra azienda?

Il fatto di essere un’azienda a conduzione famigliare. Questo chiaramente ha i suoi lati positivi e negativi, perché non sempre è facile lavorare dal lunedì alla domenica con i membri della propria famiglia. Ma questa vicinanza ci permette di svolgere al meglio il nostro servizio più importante: l’assistenza clienti.
Vogliamo che i nostri clienti siano consapevoli del fatto che dietro alle nostre macchine ci sono delle persone. Insomma, quando compri un nostro prodotto, è come se entrassi a far parte della nostra famiglia.

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Il fatto di dedicare attenzione al cliente che input vi ha dato per migliorare il vostro prodotto?

Inizialmente producevamo stampanti 3D da far assemblare. Poi ci siamo resi conto che questo livello di assistenza richiedeva grandi sforzi e abbiamo deciso di vendere macchine già pronte per l’utilizzo.

Che cosa pensate delle stampanti realizzate in maniera dozzinale e magari vendute in edicola?

Sicuramente sono azioni che servono a sensibilizzare chi ancora non conosce questo tipo di tecnologia, ma ci chiediamo: da chi potranno rivolgersi queste persone se avranno dei problemi con le macchine? Per questo puntiamo sul rapporto umano e crediamo sia fondamentale. Infatti: con la nostra assistenza diamo una dimensione in più alla stampa 3D!

Quali sono le collaborazioni più interessanti?

Sicuramente quelle con le scuole e qui è fondamentale la formazione del professore che andrà ad utilizzare la macchina. Le stampanti 3D hanno un potenziale enorme, soprattutto quando ci sono alunni curiosi, ma se i docenti non sono istruiti diventano strumenti senza uno scopo.

Oltre alle scuole, vi capita di entrare in contatto con artigiani o designer?

Sono entrambi mondi con i quali l’approccio non è sempre facile.

Perchè?

Da un lato i designer che spesso presentano bellissimi progetti ma difficilmente realizzabili, dall’altro il vasto mondo dell’artigianato, che vede la stampante 3D come un “nemico”, che possa sostituire i lavori fatti a mano e non come strumento per la prototipazione utile a ottimizzare i processi produttivi.

Terminiamo l’intervista con la domanda di rito: chi è Franco?

Sono cresciuto con l’idea che dalla vita ci sia sempre da imparare. Quindi dico che per me Franco è l’esperienza, da tramandare perché è unica e fondamentale.

Kenstrapper ha partecipato al progetto Officine Artigianali: durante il loro workshop abbiamo progettato e poi realizzato un modello di connettori (elementi stampati in 3D per collegare più superfici), che sono serviti a realizzare e completare l’allestimento del co-working space civiCo.4.
Vi aspettiamo venerdì 3 Marzo ore 19:00 all’inaugurazione dello spazio, presso Officina Giovani (Prato)!

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